La Rosa della Conoscenza
Conoscenza e formazione per tutti...  
 
     
HOME AREE TEMATICHE
HOME BIBLIOTECA
PRESENTAZIONE
BIBLIOTECA
SAGGI, TUTORIAL E CORSI
LINK UTILI



Indice Corso
0. Introduzione
1. B.O.T.
2. C.T.z.


Sito certificato da:
ICRA



Ottimizzato con Ranking-Hits

Novità:
Introduzione alle figure retoriche nella lingua italiana - Damiano Martorelli
Disponibile su
LaFeltrinelli.it

   

Introduzione agli Strumenti finanziari
0. Presentazione
A cura del dott.ing. Damiano Martorelli, Certified €.F.A.

0.1 Un po' di storia

Nella Storia il "mercato finanziario" così come lo intendiamo oggi è una realtà piuttosto recente. Eppure, sin dai primi commerci di cui abbiamo notizia, ovvero quelli effettuati dalle rotte commerciali fenicie, è evidente come l'esigenza di scambio delle merci (quelle che oggi definiremmo commodities) era già presente nella Storia antica. La stessa Guerra di Troia raccontata nell'Iliade, e testimoniata dai ritrovamenti archeologici dello Schliemann, più che una guerra di conquista sfumata nel mito, è una guerra che ha alla base il controllo delle rotte commerciali con il Mar Nero. Ciò dimostra quanto fossero sentite le esigenze commerciali e le possibilità di accesso a risorse poste anche a notevole distanza dal proprio territorio.

L'avvento dell'Impero Romano abbattè le barriere interne all'area mediterranea che divenne un unico "mercato comune", polarizzato verso la capitale Roma, ma non nel senso che oggi potremmo aspettarci. Se è vero che vi era chi investiva nel commercio, attività al tempo molto rischiosa sia per l'insicurezza delle rotte prevalentemente marittime a causa della pirateria o delle tempeste, di solito liberti o cavalieri, ma in epoca più tarda anche i patrizi, per tramite di fidati liberti (in quanto era una attività non considerata degna per la classe dirigente); non va dimenticato che molte delle rotte commerciali erano in realtà sponsorizzate e finanziate dalla famiglia imperiale, per le necessità della capitale. Non si può pertanto parlare propriamente di un vero e proprio "mercato", pur sussistendo attività imprenditoriali di privati. La disgregazione dell'Impero Romano porterà al collasso del sistema di scambi, che pur non scomparendo del tutto, tenderà a polarizzarsi all'interno dei regni romano barbarici sorti dalle ceneri dell'Impero, con un impoverimento generale degli scambi, molto più dediti alla sussistenza.

Si dovrà attendere lo sviluppo delle città marinare italiane e dei commerci delle ricche famiglie di banchieri italiani per vedere lo sviluppo, nel XV secolo, di mercati pubblici (come il Mercato nuovo di Firenze ed il mercato di Rialto a Venezia). L'attivismo dei mercati italiani portò, dopo poco più di un secolo, anche alla prima borsa moderna d’Europa. Il termini come oggi viene definita è conseguenza sempre dello stesso attivismo: infatti nello stesso secolo i mercanti italiani introdussero tale consuetudine in altre grandi città all’estero come Londra in Inghilterra e Bruges (dell'odierno Belgio). Quest’ultima, in particolare, ebbe un ruolo di primo piano a livello europeo fino al 1500 circa. Il nome “borsa” deriva infatti dal palazzo di fronte alla piazza fiamminga sulla quale avvenivano gli scambi, sulla cui facciata erano scolpite tre borse, ossia lo stemma dei Van der Burse, famosa famiglia di banchieri di origine veneziana: i commercianti presero infatti l'abitudine di darsi appuntamento "à la Bourse".

Dopo il declino di Bruges, ed in seguito della città tedesca di Anversa (verso la fine del XVI secolo), fu Amsterdam a costituire dal 1609 il più grande centro di affari e la prima borsa moderna d'Europa. Il diffondersi, intanto, nei grandi centri mercantili di operazioni di prestito a favore di monarchi e municipalità (già avviate sin dal sec. XIV nelle città italiane), aveva creato una base di titoli di debito pubblico negoziabili, che erano entrati a far parte degli affari di borsa. Nelle borse si iniziò anche a contrattare su quote di comproprietà di quelle imprese che erano sorte stabilmente in forma di società per azioni in seguito ai grossi guadagni conseguiti dalle compagnie coloniali, nate tra la fine del secolo XVI e l'inizio del XVII in Olanda e Inghilterra. Nel periodo successivo le città le cui borse funzionavano a pieno ritmo, sia per quanto riguardava le azioni sia per quanto riguardava le obbligazioni di stato, erano Londra, Amsterdam e Parigi.

Il dispiegarsi della rivoluzione industriale in settori d'attività implicanti imprese di rilevanti dimensioni, e lo sfruttamento crescente di nuove fonti di materie prime in tutto il pianeta (che richiedevano capitali su larga scala), portarono alla creazione di un grande mercato, essenza della borsa moderna. Controlli e limitazioni a cui fu sottoposto questo istituto, per evitare che si diffondessero fenomeni speculativi e truffe nei confronti dei risparmiatori, ne ostacolarono per un certo periodo la sua diffusione in varie nazioni europee fino alla metà del XIX secolo. Solo successivamente, partendo dalla Gran Bretagna (1855), e via via in Francia (1867), in Germania (1872) e altrove furono adottate legislazioni favorevoli, che favorirono lo sviluppo delle Borse nazionali, la cui attività risentì solo della frequente conflittualità e belligeranza tra i Paesi europei. La fine della guerra civile americana e le successive iniziative in grande stile nel settore ferroviario e poi in quello industriale, avviarono la prestigiosa ascesa della borsa di New York, che venne riorganizzata nel 1869.

 Da allora l'andamento della borsa divenne un termometro essenziale dell'andamento delle varie economie: le principali crisi economiche ebbero tutte nella borsa il loro epicentro. La prima fu quella del 1873, seguita dalla crisi del 1890 e quella del 1907. Ma la più famosa della storia fu la crisi del “venerdì nero” del 1929. Un’altra grande crisi si registrò nell’ottobre del 1987. La più recente, sulla cui origine tutt'oggi si dibatte, è l'attuale crisi convenzionalmente attribuita al 2008 ed allo scoppio della bolla speculativa negli USA, ma in realtà avviata già da molti segnali macroeconomici ben prima di quella data.

 
     
  Contatto | ©2008-2014 DM Paideia. All rights reserved. Powered by DM Services