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Indice Corso
0. Introduzione
1. Spunti di Storia
2. Elettromagnetismo e telescopi (+)


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Fondamenti di Astronomia - Capitolo 1
Lezione 01: Spunti di Storia
A cura di: prof.ssa Anna Zappi, Ing. Damiano Martorelli

L'astronomia affonda le sue origini nelle remote pieghe del tempo, quando il primo uomo si volse al cielo e si pose la domanda su cosa fossero quei puntini luminosi che comparivano di notte, o cosa fosse quell'oggetto luminoso che a seconda dei giorni del mese si presentava ora a falce, ora piena. Il sorgere e il tramontare del Sole e della Luna, il comparire saltuario delle comete, la presenza di tutti quei punti luminosi «fissi» sulla volta celeste, hanno fatto sorgere, da sempre, molti interrogativi nell'uomo, che ha cercato di trovare per essi una risposta.
   Molte religioni hanno alla base tentativi di spiegare l'origine dell'universo (cfr., ad esempio, in Vecchio Testamento, Genesi 1,1-11,25); ed è noto che fino a due secoli fa astronomia ed astrologia erano considerate insieme. I primi «studiosi delle stelle» di cui si ha notizia furono i Sumeri, come attestano i resti delle ziggurat, imponenti torri piramidali terminanti con un terrazzo-osservatorio. I sacerdoti-astrologi Caldei scoprirono alcuni pianeti, divisero l'anno in dodici mesi e i mesi in settimane; stabilirono la durata del giorno, delle ore e dei minuti.
   L'astronomia trae il suo nome dal greco: άστρων νόμος è letteralmente la "legge delle stelle", da cui il nome odierno della scienza. Il nome greco ha anche una sua ragione "storica": a più di due millenni di distanza dalle scoperte dei Sumeri, si pone l'attività del greco Talete di Mileto (ca.634-ca.548 a.C.) che fu filosofo, matematico e astronomo. A lui va il merito, oltre che di aver scoperto l'Orsa Minore ed aver previsto le eclissi, dello studio dei solstizi, degli equinozi e delle fasi lunari, e di aver affermato la sfericità della Terra. Due secoli dopo i Pitagorici (sec. V a.C.) ed Aristarco di Samo (310-230 a.C.) sostengono che la Terra si muove nello Spazio. Nel II secolo a.C. Ipparco di Nicea ribadisce che la Terra è sferica, ma ferma, classifica le stelle ed inoltre scopre la precessione degli equinozi. Come si vede, il mondo Greco, e soprattutto Ellenistico, darà un notevole contributo alle scoperte astronomiche.
   Per molti secoli, d'altra parte, l'astronomia e l'astrologia (una pseudoscienza la quale sostiene che i fenomeni celesti abbiano un'influenza sugli eventi ed in particolare sull'uomo) andranno a braccetto: l'osservazione e la previsione dei movimenti degli oggetti celesti che potevano essere osservati ad occhio nudo dall'uomo erano effettuati daI primi astronomi, di solito rappresentati dai sacerdoti di uno specifico culto religioso.
   Chi doveva rimanere famoso nella storia era però Claudio Tolomeo (sec. Il d.C.). Attivo ad Alessandria d'Egitto, nell'opera Grande sintassi matematica, nota col nome arabo di Almagesto, egli sintetizza tutte le conoscenze astronomiche del tempo, classificando le stelle e formulando la teoria geocentrica (sistema tolemaico), con cui fissava un'immagine dell'universo destinata a rimanere pressoché inalterata fino a Copernico e alla sua teoria eliocentrica (anno 1543: De revolutionibus orbium caelestium), che fu per molto tempo avversata dalla Chiesa, perchè considerata pericolosa (dato che il Cristianesimo aveva fondato la propria dottrina confondendo la geocentricità con l'omocentricità dell'Universo: venendo meno l'una, l'uomo perdeva la sua illusione che il Creato fosse stato posto al suo servizio).
   Dopo di lui, Keplero (1571-1630) con le sue tre leggi, Galileo (1564-1642) con il cannocchiale, Newton (1662-1727) con la legge di gravitazione universale, contribuiranno a mutare, ulteriormente, l'immagine dell'universo. Verso la fine dell'Ottocento le sue dimensioni vengono valutate circa 100 anni-luce. In seguito H.Shapley (1885-1972) porterà tale valore a 100000 a. luce. Infine, con Hubble non si affermerà più che il Sole è al centro della galassia. .
   Oggi l'oggetto dell'Astronomia è l'osservazione e la spiegazione degli eventi celesti. Essa propriamente studia le origini e l'evoluzione, le proprietà fisiche, chimiche e temporali degli oggetti che formano l'Universo e che possono essere osservati sulla sfera celeste.



 
     
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